Come dare torto ad Andy Warhol quando diceva, nel lontano 1968, che "nel futuro ciascuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti": sopratutto gli ultimi dieci anni ci hanno dimostrato di quanto quell'affermazione fosse profetica, avendo visto il susseguirsi di V.I.P. usa e getta figli dei reality/talent show o delle cybernetiche manie di protagonismo sui social network.
Visto che oggi le teconologie lo permettono, facciamo di tutto per avere quei 15 minuti che spettano a tutti di diritto; lo facciamo attraverso uno stato su facebook, un "mi piace", una foto, alla estrema ricerca della tanto agognata celebrità.
Oramai tutti hanno un blog. Proprio tutti. Persino noi.
Quanti dei vostri amici si sono riscoperti poeti, scrittori o filosofi, per accaparrarsi qualche gratificazione telematica?
Starete pensando: "Cavolo è vero, sono tantissimi! Che una malattia di medià entità possa coglierli...."
E invece no! Non dovete maledirli perchè:
1. Quando non si ha molto da fare è piacevole leggere le quisquilie altrui. E se proprio non ne traete alcun piacere potete farlo come una forma di filantropia: un pò di sano amore verso il prossimo che un giorno potrebbe ritornare indietro come un boomerang del karma;
2. Alle volte si conoscono cose interessanti (e non) che diversamente non si sarebbero potute apprendere;
3. Ci tengo alla salute (e non è da sottovalutare) .
Ma torniamo a noi. "Fannullando" su internet si possono trovare degli argomenti interessanti e/o ben scritti che vale la pena di far leggere ai propri amici. Ed era proprio con questo intento che avevo iniziato a scrivere quest'oggi: far conoscere dei blog fatti molto bene i quali, per puro caso, sono gestiti da amici o parenti!
Blog di cucina, e disavventure studentesche varie
I pasticci di CAT
A detta del suo autore, è il "blog del vero uomo"
Uomini di Mondo
Il neonato blog di informazione
Fogli Inattuali
Con affetto
Onofrio delli Carri
Visualizzazione post con etichetta Penso ciò che scrivo. Mostra tutti i post
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giovedì 24 maggio 2012
venerdì 11 maggio 2012
Ridi che ti Passa
"La felicità altro non è che un attimo di vento a nostro favore, inutile cercarlo, esso arriva quando meno te lo aspetti, non sai mai quanto dura e non puoi possederlo. Puoi essere anche un bravo venditore di parole, non riuscirai comunque a piegarlo al tuo volere. Ben diversa è la serenità, quello status che va creato giorno dopo giorno, che non segue la corrente degli eventi ed esula dal dominio altrui."
(Anna Biason)
Themask
sabato 5 maggio 2012
"Non ci sono più le mezze stagioni"
Se qualcuno volesse interrogarsi sulla veridicità di una affermazione del genere cosa dovrebbe fare? Probabilmente andare a spulciare i dati meteorologici storici degli ultimi 100 o 200 anni, confrontarli con la situazione attuale ed infine darsi una risposta: niente di più sbagliato; o meglio, niente di più faticosamente inutile.
Proviamo a cavarcela diversamente:
“Del resto non ha molt’anni che le nostre gazzette, sulla fede dei nostri vecchi, proposero come nuova nuova ai fisici la questione del perché le stagioni a’ nostri tempi sieno mutate d’ordine ec. ec. Quello che tutti noi sappiamo, e che io mi ricordo bene è, che nella mia fanciullezza il mezzogiorno d’Italia non aveva anno senza grosse nevi, e che ora non ha quasi anno con nevi che durino più di poche ore.”
Se non si facesse caso allo stile di scrittura, abbastanza desueto (così come il termine "desueto" del resto), si potrebbe attribuire questo brano ad un qualsiasi metereologo da bar. Invece l'autore è Giacomo Leopardi, che già nel 1827 aveva risolto la questione delle "mezze stagioni" in via di estinzione:
"Il vecchio, laudator temporis acti se puero, non contento delle cose umane, vuol che anche le naturali fossero migliori nella sua fanciullezza e gioventù, che dipoi. La ragione è chiara, cioè che tali gli parevano allora; che il freddo lo noiava e gli si faceva sentire infinitamente meno" (Zibaldone, Giacomo Leopardi)
A meno che le "mezze stagioni" non stiano agonizzando da 200 anni a questa parte, la verità è che all'uomo piace lamentarsi del fatto che le cose vadano sempre peggio, assecondato dai media (le moderne "gazzette") che hanno fatto del catastrofismo la fonte dei più grandi successi; ora come 200 anni fa.
Ma oggi, una temperata giornata di metà primavera, durante la quale ha piovuto in mattinata e che ora sta vedendo spuntare un timido sole, sarebbe fantastico sentire un nuovo luogo comune:
- Hai visto che strana giornata oggi?
- Eh si, pare che siano tornate le mezze stagioni, non trovi?
Con affetto
Onofrio Delli Carri
Proviamo a cavarcela diversamente:
“Del resto non ha molt’anni che le nostre gazzette, sulla fede dei nostri vecchi, proposero come nuova nuova ai fisici la questione del perché le stagioni a’ nostri tempi sieno mutate d’ordine ec. ec. Quello che tutti noi sappiamo, e che io mi ricordo bene è, che nella mia fanciullezza il mezzogiorno d’Italia non aveva anno senza grosse nevi, e che ora non ha quasi anno con nevi che durino più di poche ore.”
Se non si facesse caso allo stile di scrittura, abbastanza desueto (così come il termine "desueto" del resto), si potrebbe attribuire questo brano ad un qualsiasi metereologo da bar. Invece l'autore è Giacomo Leopardi, che già nel 1827 aveva risolto la questione delle "mezze stagioni" in via di estinzione:
"Il vecchio, laudator temporis acti se puero, non contento delle cose umane, vuol che anche le naturali fossero migliori nella sua fanciullezza e gioventù, che dipoi. La ragione è chiara, cioè che tali gli parevano allora; che il freddo lo noiava e gli si faceva sentire infinitamente meno" (Zibaldone, Giacomo Leopardi)
A meno che le "mezze stagioni" non stiano agonizzando da 200 anni a questa parte, la verità è che all'uomo piace lamentarsi del fatto che le cose vadano sempre peggio, assecondato dai media (le moderne "gazzette") che hanno fatto del catastrofismo la fonte dei più grandi successi; ora come 200 anni fa.
Ma oggi, una temperata giornata di metà primavera, durante la quale ha piovuto in mattinata e che ora sta vedendo spuntare un timido sole, sarebbe fantastico sentire un nuovo luogo comune:
- Hai visto che strana giornata oggi?
- Eh si, pare che siano tornate le mezze stagioni, non trovi?
Con affetto
Onofrio Delli Carri
venerdì 27 aprile 2012
Caro Futuro....
-Caro futuro...Sono io che ti parlo...
-Io chi?
-Ma come...ti parlo sempre più spesso negli ultimi tempi e tu nemmeno ti ricordi di me?
-Siete così tanti...e tu sei una delle tante.
-Confortevole direi...ma almeno mi hai ascoltato tutte le volte che ti ho parlato?
-Certo...e ancora una volta non ho ascoltato nulla di nuovo.
-Giornataccia?sembra ti abbia fatto qualcosa di male...io vengo qui a parlarti perchè credo in te e tu ti comporti cosi?!come stai?
-Abituati, cara amica, nella vita tante volte ascolterai parole inaspettate e impertinenti. E una buona parte di quelle parole che udirai non saranno rivolte davvero contro di te...ma contro la stessa persona che le ha pronunciate. Molto spesso se li ascolti attentamente ti accorgerai che rimproverano se stessi,non te.
-Anche le tue parole sono rivolte contro te stesso in realtà?
-Certo...sono rivolte contro me stesso, che non sono stato abbastanza forte da reggere un enorme fardello chiamato "speranze"; e sono rivolte contro tutti coloro che prima di te mi hanno sussurrato,implorato,urlato contro le loro richieste, come fosse la lista della spesa; e l'hanno fatto senza chiedersi quanto credevano nelle loro domande e quanto nelle mie risposte. Ahimè, il mio collega Passato troppo spesso se ne è tirato fuori. Aveva dalla sua parte la storia dell'umanità intera...quella che nessuno infondo puó testimoniare davvero...solo dei libri,delle immagini,dei resti in una città. Lui peró vince sempre: gli occhi della gente del passato ormai dormono silenziosi.
-E il Presente?
-Lui è un po' che non si vede...credo si sia licenziato...ha avuto un bel coraggio di questi tempi direi. In fondo però lo capisco. Se una delle tante,proprio come te, gli ponesse delle domande, lui che risposte credi ti darebbe? Beh, nessuna. Lui non ha risposte e una cosa di questo genere potrebbe anche averlo portato alla follia. Ho davvero pensato che Presente stesse impazzendo quando, qualche tempo fa, è venuto a trovarmi. Aveva anche lui tante domande, proprio come te, proprio come tutti. Roba da matti davvero! Il Presente che vuole risposte dal Futuro; un pó come se la matematica e la medicina invertissero i loro ruoli. Non più la matematica una scienza esatta e la medicina una scienza imperfetta, bensì viceversa. A pensarci bene sarebbe una gran cosa questa. La gente vivrebbe meglio con qualche malattia in meno e qualche conto sbagliato in più; anche perchè ci pensano già gli evasori fiscali a falsarli, ma non sono mica capaci di eliminare le malattie quelli! Potrei lavorarci su comunque! Ma tornando a noi, lui è Presente ed io sono Futuro. Se non torna presto a lavoro, per me potrà andare solo peggio.
-Secondo me stai delirando! Sicuro che non sia già impazzito anche tu?
-Forse...mi fai impazzire tu e i tanti come te! Sono Il Futuro,non Dio! Non fate altro che piangervi addosso e lamentarvi e fare la guerra,anche contro voi stessi. Il mio ruolo è quello di attendervi,camminando sempre un passo avanti a voi. Tuttavia io sono un essere che vive di luce riflessa...la vostra. Già,proprio così, la luce di ognuno di voi,anche la tua, una delle tante. La strada che io percorro siete voi che la costruite. Dovete liberarvi di ogni paura,timore e inutile vittimismo e prendere la situazione in mano. Andate dal Presente, è l'unico che in questo momento puô fare qualcosa per voi. Urlategli in un coro unanime che se non cambia in fretta lui allora lo cambierete voi.
-noi?
- certo voi! Eccola qui,l'ennesima ingenua. Voi avete in mano tutto. Il Passato vi è appartenuto,il Presente vi appartiene e io vi apparterró. Ma solo se ci impugnate una volta per tutte. Altrimenti saremo noi a impugnare voi. Io sono il primo che nel burrone dietro la prossima curva non ci voglio cadere,tanto meno a causa vostra. Se peró lasciate fare a me non potrete venire a lamentarvi della strada che avró scelto per voi. Il Presente è più forte di me, e adesso sta anche impazzendo. Se non fate qualcosa voi io dovró limitarmi a eseguire le sue disposizioni.
- io ci proveró ogni giorno a cambiare il corso degli eventi.
-grazie mia cara amica. Io credo in te e ti aspetteró fiducioso.
- contaci!non permetteró che tu cada in quel burrone. Se cadi tu cado anche io...cadiamo tutti. Adesso ti saluto!c'è tanto da fare per salvarti.
-a presto! Ah... qual è il tuo nome?
-non è importante!quando non saró più una delle tante lo saprai di tuo qual è il mio nome!
-ma non eri venuta qui per chiedermi qualcosa?
-si...volevo sapere qualcosa sul mio futuro
-beh...hai appena scoperto molto piu di qualcosa!
-non è vero! Ho solo capito che hai bisogno di aiuto e io proveró a salvarti! Non ha nulla a che vedere con il mio futuro questo!
-risposta sbagliata!il tuo futuro è appena cominciato. Il tuo futuro sta in quello in cui credi. E tu da oggi credi in me!
Peppy Miller
-Io chi?
-Ma come...ti parlo sempre più spesso negli ultimi tempi e tu nemmeno ti ricordi di me?
-Siete così tanti...e tu sei una delle tante.
-Confortevole direi...ma almeno mi hai ascoltato tutte le volte che ti ho parlato?
-Certo...e ancora una volta non ho ascoltato nulla di nuovo.
-Giornataccia?sembra ti abbia fatto qualcosa di male...io vengo qui a parlarti perchè credo in te e tu ti comporti cosi?!come stai?
-Abituati, cara amica, nella vita tante volte ascolterai parole inaspettate e impertinenti. E una buona parte di quelle parole che udirai non saranno rivolte davvero contro di te...ma contro la stessa persona che le ha pronunciate. Molto spesso se li ascolti attentamente ti accorgerai che rimproverano se stessi,non te.
-Anche le tue parole sono rivolte contro te stesso in realtà?
-Certo...sono rivolte contro me stesso, che non sono stato abbastanza forte da reggere un enorme fardello chiamato "speranze"; e sono rivolte contro tutti coloro che prima di te mi hanno sussurrato,implorato,urlato contro le loro richieste, come fosse la lista della spesa; e l'hanno fatto senza chiedersi quanto credevano nelle loro domande e quanto nelle mie risposte. Ahimè, il mio collega Passato troppo spesso se ne è tirato fuori. Aveva dalla sua parte la storia dell'umanità intera...quella che nessuno infondo puó testimoniare davvero...solo dei libri,delle immagini,dei resti in una città. Lui peró vince sempre: gli occhi della gente del passato ormai dormono silenziosi.
-E il Presente?
-Lui è un po' che non si vede...credo si sia licenziato...ha avuto un bel coraggio di questi tempi direi. In fondo però lo capisco. Se una delle tante,proprio come te, gli ponesse delle domande, lui che risposte credi ti darebbe? Beh, nessuna. Lui non ha risposte e una cosa di questo genere potrebbe anche averlo portato alla follia. Ho davvero pensato che Presente stesse impazzendo quando, qualche tempo fa, è venuto a trovarmi. Aveva anche lui tante domande, proprio come te, proprio come tutti. Roba da matti davvero! Il Presente che vuole risposte dal Futuro; un pó come se la matematica e la medicina invertissero i loro ruoli. Non più la matematica una scienza esatta e la medicina una scienza imperfetta, bensì viceversa. A pensarci bene sarebbe una gran cosa questa. La gente vivrebbe meglio con qualche malattia in meno e qualche conto sbagliato in più; anche perchè ci pensano già gli evasori fiscali a falsarli, ma non sono mica capaci di eliminare le malattie quelli! Potrei lavorarci su comunque! Ma tornando a noi, lui è Presente ed io sono Futuro. Se non torna presto a lavoro, per me potrà andare solo peggio.
-Secondo me stai delirando! Sicuro che non sia già impazzito anche tu?
-Forse...mi fai impazzire tu e i tanti come te! Sono Il Futuro,non Dio! Non fate altro che piangervi addosso e lamentarvi e fare la guerra,anche contro voi stessi. Il mio ruolo è quello di attendervi,camminando sempre un passo avanti a voi. Tuttavia io sono un essere che vive di luce riflessa...la vostra. Già,proprio così, la luce di ognuno di voi,anche la tua, una delle tante. La strada che io percorro siete voi che la costruite. Dovete liberarvi di ogni paura,timore e inutile vittimismo e prendere la situazione in mano. Andate dal Presente, è l'unico che in questo momento puô fare qualcosa per voi. Urlategli in un coro unanime che se non cambia in fretta lui allora lo cambierete voi.
-noi?
- certo voi! Eccola qui,l'ennesima ingenua. Voi avete in mano tutto. Il Passato vi è appartenuto,il Presente vi appartiene e io vi apparterró. Ma solo se ci impugnate una volta per tutte. Altrimenti saremo noi a impugnare voi. Io sono il primo che nel burrone dietro la prossima curva non ci voglio cadere,tanto meno a causa vostra. Se peró lasciate fare a me non potrete venire a lamentarvi della strada che avró scelto per voi. Il Presente è più forte di me, e adesso sta anche impazzendo. Se non fate qualcosa voi io dovró limitarmi a eseguire le sue disposizioni.
- io ci proveró ogni giorno a cambiare il corso degli eventi.
-grazie mia cara amica. Io credo in te e ti aspetteró fiducioso.
- contaci!non permetteró che tu cada in quel burrone. Se cadi tu cado anche io...cadiamo tutti. Adesso ti saluto!c'è tanto da fare per salvarti.
-a presto! Ah... qual è il tuo nome?
-non è importante!quando non saró più una delle tante lo saprai di tuo qual è il mio nome!
-ma non eri venuta qui per chiedermi qualcosa?
-si...volevo sapere qualcosa sul mio futuro
-beh...hai appena scoperto molto piu di qualcosa!
-non è vero! Ho solo capito che hai bisogno di aiuto e io proveró a salvarti! Non ha nulla a che vedere con il mio futuro questo!
-risposta sbagliata!il tuo futuro è appena cominciato. Il tuo futuro sta in quello in cui credi. E tu da oggi credi in me!
Peppy Miller
venerdì 20 aprile 2012
La giornata piu importante, per gli altri
Ti svegli, cazzo…è il tuo compleanno. Apri la serranda e
fuori piove, ad aprile, che merda. Il telefono inizia a squillare, i messaggi
iniziano ad arrivare, le notifiche di facebook anche, insomma, oggi è il giorno
in cui tutti, ma proprio tutti, si ricordano di te. Ma quanti di questi
realmente ti volevano far gli auguri? E soprattutto, quanti se ne sono
ricordati? Magari facebook gli è stato d’aiuto… ma con questo non voglio alzare
polveroni o polemiche varie…perché, io in realtà, sono il primo a non fare gli
auguri, sono il primo a non ricordarsi dei vari compleanni, non ricordo nemmeno
quello dei miei genitori…sono il primo a non scrivere il classico posto su fb:
auguri J,
con quello stupido smile finale che ormai fa tanto figo. Alla fine il
compleanno è un bel giorno, ma tra i tanti auguri che si ricevono, ci sono
anche quelli di amici cari, di gente che ti vuole bene, e oggi voglio
ringraziare loro, quelli che, anche se il giorno del loro compleanno non
ricevono i miei auguri, o magari li ricevono il giorno dopo o l’altro ancora,
oggi si sono ricordati di me, e mi hanno stampato un sorriso sul viso, cito i
miei colleghi di penna Peppy Miller e Jack Lemmon. Quindi, volendo concludere,
il punto cardine è questo: costellatevi di amici, siate sinceri con loro,
riempiteli di attenzioni, ma solo di quelle che si meritano altrimenti si
montano la testa, date a priori senza pensare di dover riceve qualcosa in
cambio, fidatevi di loro, perché solo così potrete vivere un rapporto fatto di
sincerità e di serenità. Però, e si, perché c’è sempre un però, gli antichi
dicevano: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…a voi le conclusioni del caso.
Themask
Uno scrittore in erba
Mi chiama Jack, e mi dice, con voce squillante e un pò
stonata: Stiamo diventando blogger…e io tra me e me penso: cazzo figo, che
bello, ma che ci scrivo??Jack mi gasa, mi dice di scrivere di elettronica, di
recensire, di esprimere pareri. Allora mi metto subito a lavoro, scrivo il
primo articolo, lo rileggo, no, è na cacata. Scrivo il secondo, o meglio,
modifico il primo, e che ve lo dico a fare, peggio di prima. Allora decido di
voler seguire il filo di Peppy Miller, voglio scrivere anche io quello che
penso….. bene, ho il mio pc acceso, word aperto, inizio a pensare e dico: cazzo
ma sto pensando troppo, ci sono troppe cose che mi affollano la mente, voglio
parlare di tutto ma alla fine non riesco a parlare di niente. Che mi succede?? Cosa
mi prende?? Sono cosciente di non avere un vocabolario ampio, dato che per
risparmiare alle medie comprai un vocabolario del 1978 in offerta con qualche
pagina strappata, ma tanto alla fine il vocabolario fa figo tenerlo sulla
libreria, voglio vedere quanti di voi se lo leggono così come scrollano ogni
giorno la bacheca di Facebook. Insomma il filo del discorso qual’era?? Ecco, è
questo, scrivo, inizio a parlare di una cosa, e poi parlo di un’altra, poi
cancello, poi rileggo e fa schifo. Ma io voglio scrivere, devo scrivere, chi lo
vuole sentire a Jack, quindi ora mi ci impegno, spolvero il vocabolario, e lo
metto sotto la gamba del tavolo perché dondola troppo e non mi riesce a
scrivere bene.
Themask
lunedì 16 aprile 2012
La propria forma di coraggio
"Da bambino sognavo spesso i mostri... e riuscivo a fregarli, ma anche
ora da grande qualche volta mi capita di sognarli... ma non riesco piu a
fregarli."
Le paure che ognuno ha...quelle che qualcuno sconfigge e
che qua,lcun altro...o anche la stessa persona...porta con sè per
sempre...
Credo che in fondo ciascuno di noi non rinuncerebbe mai
alle sue paure...perchè le paure diventano scelte...c'è chi sceglie
qualcosa che permette di evitarle e c'è chi le sfida...
Non mi
metteró a elencare le mie paure...mi farebbero sentire meno
speciale...perchè potrei scoprire che in fondo sono le paure di tanti...
Le paure sono un pó come il tempo...scorrono, passano,sfuggono, rimangono intrappolate...
E come il tempo, che, quando ci si annoia non passa mai, e quando è
trascorso al meglio vola in un attimo...Allo stesso modo le paure che ti
opprimono e ti schiavizzano non passano mai...quelle che sconfiggi o
con cui molto meno eroicamente ci convivi, passano...o quanto meno
ti rimangono accanto silenti...e non importa a nessuno se si
risveglieranno mai dall'angolino in cui riposano rilassate...ti fanno
credere che hai vinto tu...e se quelle stesse paure decidessero di
tornare non farebbero più la stessa paura....
Non miro a risolvere
nessun dilemma dell'umanità...a dirla tutta io quelli che cercano
disperatamente di risolverli proprio non li sopporto...forse hanno
paura...di sicuro ne hanno paura...quello che non ci spaventa non ci
affolla la testa di punti interrogativi...
Non ho scopi di alcun
genere a dirla tutta...solo augurare a chiunque incroci queste parole e
decida di leggerle tutte, di avere con sè le paure giuste...che
comportino le scelte giuste...e vi permettano di dire...perchè ci
credete o perchè volete sia credibile agli occhi degli altri...QUESTE
SONO LE MIE SCELTE,QUESTE ERANO LE MIE PAURE...ci sono tanti modi
in fondo per trovare la propria forma di coraggio!!!
Peppy Miller
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